Thrice Upon A Time By James P. Hogan

Phil Foden, the Manchester City midfielder, scored twice but it was Liverpool’s Brewster who, in beginning the comeback, scored his eighth goal of the tournament and guaranteed himself the Golden Boot award. Brewster had scored hat tricks to defeat United States and Brazil in the previous two rounds; he and Foden, who was named the competition’s best player, could have glittering futures and the excitement is that it hardly stops there. Sancho, who left City for Borussia Dortmund in the summer, is also part of the squad while Chelsea’s Callum Hudson Odoi shone in midfield.

Testi duri sputati in faccia: cos era il punk, cos dovrebbe essere l hop. Un genere di denuncia, non per forza una presa di posizione. Quello di Fabri Fibra lo sempre stato: senza compromessi, senza timore dei di turno, fatto per delle storie, alle volte crude alle volte spensierate.

Mi sono ritrovata tra le Bici Ritrovate, fotografata con le scarpe da tango agganciate al manubrio e la gonna di seta comprata anni fa a Buenos Aires, nel negozio pop up della grande ballerina Claudia Codega. Mai avrebbe immaginato, la gonna che ha attraversato l di finire svolazzante su un telaio da corsa vintage. Casualmente dello stesso colore..

I ricercatori della Florida State University in Tallahassee hanno seguito 113 coppie appena sposate, eterosessuali, nell’arco di tre anni e mezzo, e hanno analizzato due componenti: il distacco, ovvero quell’istinto che alcuni hanno di volgere lo sguardo altrove da una persona attraente, e la svalutazione, ovvero quell’impulso a declassare la bellezza o il fascino di potenziali alternative al partner. Ai volontari stato chiesto di guardare delle fotografie di uomini e donne affascinanti, per verificare la loro reazione istintiva. Gli studiosi si sono resi conto che i partecipanti che distoglievano lo sguardo pi velocemente da persone attraenti erano anche i pi fedeli, quelli pi propensi ad evitare le scappatelle e quelli con un matrimonio pi felice..

For example, only 10% of the Serbian population accept the facts about the Srebrenica genocide, the greatest crime committed in Europe since World War II, as they were established by the ICTY. While that companion piece addressed the empirical, ‘what’ question, this one looks at the equally, if not even more important, ‘why’ question: why has the ICTY proven to be so ineffectual in inducing attitude change? In answering this question I proceed primarily from the theoretical standpoint of social psychology, enabling a more sophisticated understanding of how the target audiences in the former Yugoslavia have so persistently resisted internalizing the ICTY’s factual findings. I argue that the causes of the ICTY’s ineffectiveness are complex, turning on an interplay between subjective and objective limitations on individuals’ processing of information about war crimes, limitations that are largely independent of the quality of the Tribunal’s own work.

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