Fino-a-quando-di-Paola-Vuolo

Fino a quando di Paola Vuolo

Fino a quando

È finalmente disponibile Fino a quando, romanzo d’esordio di Paola Vuolo.

IL LIBRO:
fino a quandoÈ il 1975. Gennarino Casciullo ha nove anni. Gioca al calcio ed è affascinato da Zoff e dagli indiani. Odia il circo e la sua insegnante, la signora Lembo, che crede abbia ucciso il marito succhiandogli il sangue. Fuma di nascosto e ha una cottarella per la figlia del proprietario del cinema. I suoi migliori amici sono Stefano e Roberto, detto Cacasotto. A Colvisio sul Seveso comandano loro. Danno la caccia al Lercio e rubano nei negozi, giocano ai missionari e fanno dispetti ai vicini di casa.

Gennarino vive in una famiglia modesta di emigranti napoletani. Il padre, Pasquale, è un uomo buono, ma tutto d’un pezzo, che non vuole stare al passo coi tempi e non si sforza di capire i figli.

Gennarino vorrebbe sapere perché quando la sorella Adele resta incinta, il fratello Toni si lascia crescere i capelli per fare il disc-jokey, e l’altra sorella, Patrizia, va a vivere a Milano con il fidanzato terrorista, il padre e la madre cominciano a litigare. Vorrebbe sapere perché, a un certo punto, le persone non si vogliono più bene. Gennarino osserva tutto, ma capisce sempre meno.

L’AUTRICE:
Paola Vuolo si è laureata in giurisprudenza a Napoli. Allieva di Age, Ettore Scola e Dacia Maraini, è cronista di nera per Il MessaggeroFino a quando è il suo primo romanzo.

Ultimo aggiornamento il Novembre 12, 2019 7:38 pm

FINO A QUANDO – IL PRIMO CAPITOLO:

 
Scendevamo giù per la strada che porta alla scuola, avevamo il fiatone. Stefano Mirri correva davanti a me e a Roberto Imbriani, era il più veloce.
«Obiettivo in vista» gridò.
«Obiettivo».
«Obiettivo».
Ci fermammo vicino al negozio del signor Verluschini, che non vendeva mai niente. Stava sempre seduto davanti alla porta a sfogliare i giornali con le donne nude. Il negozio era tutto sporco, le vetrine non venivano lavate da secoli, erano cimiteri d’insetti. Mamma diceva che se entravi lì dentro e toccavi qualcosa ti veniva il colera.
«Le vendi le Ferrari?»
Il signor Verluschini aspettò qualche secondo prima di rispondere. «Che cosa?»
«Le Fer…ra…ri» scandimmo.
«No».
«E le giraffe?»
«No».
«E allora il negozio che cazzo lo tieni aperto a fare?»
«Maleducati, adesso vi acchiappo».
Ma non si alzava mai dalla sedia, perché era troppo grasso e sudava nei pantaloni, anche d’inverno.
A noi, questa storia qui, ci faceva spaccare dalle risate.

Eravamo in quarta elementare. Avevo nove anni ed ero il più magro di tutti. Stefano era più grande di me di due mesi e Roberto aveva otto anni, ma stava per compierne nove.
«Chi sa dirmi il nome dell’uomo che ha scoperto l’America?» chiese la maestra, la signora Lembo.
Mario Cardacci alzò la mano, «io».
Lui sapeva sempre tutto. La maestra gli fece segno di abbassare la mano. «Voglio sentirlo da qualcun altro».
«È stato il sindaco» dissi a Stefano, «fai girare».
Stefano sedeva davanti a me, Mario Cardacci gli stava a fianco.
La signora Lembo ci fissò. Cardacci alzò tutto il braccio.
«Gennarino Casciullo dice che l’America l’ha scoperta il sindaco» disse.
«Davvero?»
«Sì signora maestra».
«Casciullo, vieni alla cattedra».
Andai trascinando i piedi.
«Allora, il nostro sindaco ha scoperto l’America?»
Feci cenno di sì con la testa.
«Ne sei proprio sicuro?»
«Sì signora».
«E dove lo hai letto?»
«L’ho sentito da mio padre, una volta che è andato a un comizio. Quando è tornato ha detto a mamma che il sindaco aveva fatto la scoperta dell’America».
La signora Lembo picchiò la bacchetta sulla cattedra. Mi disse di andare dietro alla lavagna e di restarci per un’ora. Io lo sapevo che l’America l’aveva scoperta Cristoforo Colombo, avevo letto pure che era partito da Oporto con le tre caravelle. Cardacci era una sporca spia.

Quando a Colvisio sul Seveso calava la nebbia tutto cambiava. Sembrava un paese fantasma. Le strade non si distinguevano più e le case nemmeno si vedevano. Potevi incontrarti faccia a faccia con tuo padre e non riconoscerlo. Era troppo forte. Quest’anno qui, i grandi raccontavano che una nebbia così fitta non c’era stata da mezzo secolo. Mamma la nebbia la odiava, diceva che a Napoli, la città dove erano nati lei e papà, splendeva sempre il sole. Una volta mamma disse che abitavamo in Brianza perché ci eravamo costretti. Io non capivo cosa volesse dire, lei mi spiegò che qui papà aveva trovato un buon lavoro al mobilificio.
Un giorno, a scuola, la signora Lembo ci disse di disegnare Colvisio.
«Illustrate un particolare che vi ha colpito» spiegò.
Strappò i fogli dall’album di disegno che aveva nel cassetto della cattedra e li distribuì sui banchi.
«Avete un’ora di tempo».
Quando ritirò i disegni e vide il mio, lipperlì le mancò la voce.
«Casciullo, vieni alla cattedra» ordinò.
Ci impiegai una vita ad arrivare.
«Cos’è questo?», disse la signora Lembo dopo qualche secondo di mutismo.
Il mio foglio era completamente bianco.
«È Colvisio con la nebbia» risposi.
Ci sganasciammo dal ridere, Stefano e Roberto ridevano così tanto che sembravano in preda alle convulsioni. La signora Lembo non si divertì per niente. Me ne diede due su una mano e due sull’altra. Tornai al banco, nascosi le mani sotto le gambe, erano fuori uso. Nessuno rideva più, non si sentiva volare una mosca, lanciai un’occhiata a Stefano e a Roberto, feci un gran sorriso, ma mi veniva da piangere.

Era ora di cena. Dal piano di sopra arrivò in cucina la voce di mio fratello Toni. «Salve gente della Brianza, qui è il vostro Toni Casciullo che vi parla».
«Emma, ma che ha da strillare quel coglione di tuo figlio?» disse papà.
«Pasquale, lascialo stare» rispose mamma .
«Salve gente della Brianza, qui è il vostro Toni Casciullo, che vi parla».
«Ancora? Mi spiegate perché cazzo deve salutare la gente della Brianza urlando ogni cinque minuti?»
«Toni vuole fare il disc-jockey» rispose mia sorella Adele, la più grande.
Adele faceva la commessa in un negozio di abbigliamento del centro, e quando c’erano i saldi andavamo tutti da lei per comprare qualche vestito nuovo. Una di queste volte qui, avevo conosciuto il proprietario del negozio, il signor Angelo Mazzotta. Era un uomo antipatico, alto e magro come uno spaventapasseri, ci guardava senza parlare e i suoi occhi erano stretti come quelli dei cinesi. Adele lo chiamava il fottuto maschilista. Ma papà non voleva che lei lo chiamasse così. Diceva che il signor Mazzotta le dava un ottimo stipendio e che invece di fare la femminista del cazzo, avrebbe fatto bene a cercarsi un marito.
«Vuole fare il di…che?» disse papà.
«Il disc-jockey alla radio» ripetè Adele, «l’esperto di musica».
Papà scrutò il soffitto. «Se non prende il diploma da ragioniere gli spezzo le gambe, così diventa esperto di stampelle».
Il giradischi andò a tutto volume «You’re the first the last…».
La voce di Barry White fu come un’esplosione.
«Ma, allora lo fa apposta?» disse papà.
«’Derci» disse mia sorella Patrizia affacciandosi alla porta della cucina.
«’Derci un cazzo» rispose papà, «dove stai andando?»
«È venuto Alessio da Milano, andiamo a fare un giro in moto».
Dalla finestra della cucina vidi Alessio che aspettava Patrizia in sella alla sua moto Caballero.
«Quel ragazzo non mi piace, è un perditempo».
«Sta per laurearsi in filosofia».
«Te lo raccomando. Ho sentito certe storie sul suo conto…».
«Io gli voglio bene».
«Mi sa che sei l’unica. Persino il padre dice che è una testa di cazzo».
Il padre di Alessio, l’ingegnere Del Grande, era un industriale, l’uomo più ricco di Colvisio.
«Gira voce che il tuo filosofo sia stato fermato dalla polizia durante uno di quei cortei studenteschi che si vedono in Tivù» disse papà.
«Era solo un controllo, questo è un paese di reazionari» rispose Patrizia.
«Colvisio è un buon posto per viverci e non voglio chiacchiere sulla mia famiglia. Perciò tu quello lo lasci perdere e ti metti a lavorare. Hai un diploma di maestra, è ora che lo usi».
«Io non lascio perdere proprio niente».
«Se continui così ti chiudo a chiave in camera».
«E io scappo».
«E io ti trovo e ti ammazzo. Ti piace?»
Patrizia uscì sbattendo la porta d’ingresso.
«Gesù che famiglia» disse papà.

Fino a quando: PAOLA VUOLO romanzo

 non disponibile
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al Novembre 12, 2019 7:38 pm

Caratteristiche

AuthorPaola Vuolo
BindingFormato Kindle
FormateBook Kindle
LabelPaola Vuolo
LanguagesName: Italiano; Type: Pubblicato
ManufacturerPaola Vuolo
Number Of Pages78
Product GroupLibro digitale
Product Type NameABIS_EBOOKS
Publication Date2014-04-05
PublisherPaola Vuolo
Release Date2014-04-05
StudioPaola Vuolo
TitleFino a quando: PAOLA VUOLO romanzo

4 Comments

  1. john
  2. Matt
    • Coen Jacobs
  3. maria

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